Democrazia sfigurata, il popolo fra opinione e verità

  • pubblicato in: Testi
  • 13 novembre 2014

“Democrazia sfiguarata. Il popolo fra opinione e verità” è l’ultimo libro di nadia Urbinati. Uscito nel marzo 2014, nel libro Urbinati analizza la nuova “tendenza plebiscitaria” che sta dando forma ai sistemi democratici. Nel libro si parla dell’evoluzione dell’idea della democrazia e la politologa Nadia Urbinati per farlo, ha deciso di utilizzare l’analogia con la figura di una persona per analizzare alcuni dei modi in cui oggi la democrazia viene trasfigurata.
In fondo ciasciuno di noi ha il proprio fenotipo, quelle caratteristiche che riescono a rendere unica la nostra immagine, diversa da tutti gli altri. Infatti, una società democratica ha determinate caratteristiche sue proprie che la rendono esteriormente riconoscibile.
Il volto che la democrazia mostra oggi al mondo viene figurato in vari modi e nel libro l’autrice descrive le principali caratteristiche: dalle procedure, alle istituzioni, al foro pubblico delle opinioni. Nadia Urbinati in questo testo, edito Egea -Università Bocconi Editore, facendo perno sull’idea di democrazia come diarchia dei poteri (delle regole e dell’opinione), analizza lo stato della democrazia ovunque essa si declini.
Il termine “Sfigurare” che Urbinati utilizza non è semplicemente descrittivo, ma implica una valutazione negativa e le deformazioni descritte rappresentano mutazioni allarmanti. “Nel riconoscerle e analizzarle”, sostiene Urbinati, “ intendo richiamare l’attenzione del lettore su queste difficoltà in modo da favorire interventi correttivi.
La sensazione di inutilità che i cittadini possono avvertire nei confronti delle istituzioni democratiche non va letta come denuncia dell’inadeguatezza o incapacità di queste ultime di correggersi, ma come riconoscimento del fatto che preservarne le condizioni richiede una costante opera di monitoraggio e manutenzione. Lo scopo è evitare che la disuguaglianza sociale si traduca in disparità di potere politico.
L’insoddisfazione per la democrazia è comunque insita nella sua storia. E’ un fenomeno ricorrente, reso pubblico dalla libertà di espressione e di associazione di cui godono i suoi cittadini. Oggi la democrazia non ha legittimi concorrenti, eppure la solitudine planetaria non la rende invulnerabile.
La democrazia rappresentativa, si legge nel libro, è un sistema diarchico fondato sulla volontà (diritto del voto, procedure e istituzioni che regolano la formazione di decisioni volontarie o sovrane) e sull’opinione (sfera extraistituzionale delle opinioni politiche), che si influenzano e collaborano, senza mai fondersi. Questo è il volto che oggi appare sfigurato.
“Tra le deformazioni”, dice Urbinati “la tendenza a letture apolitiche della deliberazione pubblica (il mito del governo tecnico); la promozione di soluzioni populistiche; la spinta al plebiscito e dunque la democrazia dell’audience”.
Come può sopravvivere allora democrazia? Urbinati conclude “Riaffermando il potere della diarchia e tutelando la funzione dell’opinione”.

Gli uomini preferiscono la certezza all’incertezza. Ma l’opzione per la democrazia è precisamente un’opzione per l’incertezza rispetto agli esiti di ogni elezione, di ogni voto.

Albert Hirschman