Almagisti: “I partiti politici ponte tra cittadini e istituzioni”

Ecco un riassunto dei concetti più importanti espressi da Marco Almagisti, docente di scienza politica all’Università di Padova, nel corso della terza lezione sulla democrazia:

“Il concetto di democrazia è una novità degli ultimi secoli, non è un prodotto naturale, non è qualcosa che cresce spontaneamente. La democrazia non va data per scontata ed è un percorso molto difficile da completare”. Con queste parole, Marco Almagisti comincia la sua lezione sulla democrazia dal titolo “La democrazia può fare a meno dei partiti?” alla Camera di Commercio di Livorno. “Quando parliamo di democrazia – prosegue Almagisti citando Giovanni Sartori – assistiamo a un sovraccarico valoriale perché non si indica solo un certo sistema politico ma si evocano anche un insieme di valori e desideri”.

Almagisti tocca molti temi nel corso del dibattito: prima fa un’analisi storica della democrazia, sottolineando come gli antichi dessero: “Una definizione negativa della democrazie per ragioni spesso di merito: per esempio in La Repubblica di Platone la democrazia non è vista come una cosa tanto buona – spiega il docente – perché è un regime che non consente di selezionare delle leadership adeguate alle sfide, cioè, attraverso la scelta democratica non è detto che vengano scelte quelle competenze particolari che servono a un leader”. Con l’Illuminismo il termine democrazia assume valenze positive, continua Almagisti: “Ma è il Novecento il secolo della democrazia che si diffonde come mai nella storia umana. La democrazia diventa possibile nella modernità quando si sposa con un altro principio, quello della rappresentanza: il popolo partecipa scegliendo qualcuno che lo rappresenta”. Almagisti cita poi Hannah Arendt e, sul tema della Costituzione, Gustavo Zagrebelsky secondo cui è necessario: “Trasferire i valori della democrazia dalla carta al corpo vivente della società, far sì che una Costituzione diventi qualcosa di condiviso, che aiuti i cittadini a orientarsi”.

Altro tema centrale del dibattito, che poi dà il titolo all’incontro, è quello dei partiti politici: “Le costituzioni ottocentesche non parlavano di partiti, le costituzioni post-fasciste menzionano tutte i partiti – dice il docente – il Fascismo nasce e ha successo in Italia per lo scollamento che c’è tra cittadini e istituzioni, quindi il modo per colmare questo vuoto è di costruire un ponte tra i due elementi: questo ponte è il partito politico. I partiti politici servono per ancorare la democrazia in una società civile”. Ma è possibile parlare di democrazia senza partiti? “Non so se si può fare a meno dei partiti – prosegue – ma in giro per il mondo non esistono democrazie senza partiti, non solo, ma anche quei sistemi di carattere non democratico hanno partiti politici, di solito quelli autoritari ne hanno uno solo”.

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Gli uomini preferiscono la certezza all’incertezza. Ma l’opzione per la democrazia è precisamente un’opzione per l’incertezza rispetto agli esiti di ogni elezione, di ogni voto.

Albert Hirschman

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