Cos’è la democrazia di prossimità? Giulia Oskian risponde alle nostre domande

Giovedì 23 aprile Giulia Oskian, giovane ricercatrice di filosofia della Scuola Normale Superiore di Pisa e autrice del libro “Tocqueville e le basi giuridiche della democrazia”, edito da Il Mulino, sarà ospite della lezione che si terrà all 17.30 presso la Camera di Commercio di Livorno. In attesa, ecco un’anticipazione con alcune domande sul tema che verrà trattato da Oskian dal titolo “La democrazia di prossimità: esperimenti di cittadinanza democratica”.

Che cosa significa “democrazia di prossimità”?
Parlando di “democrazia di prossimità” si intende un insieme di procedure volte ad avvicinare le istituzioni ai cittadini. Prossimità vuol dire due cose: vicinanza territoriale, ossia capillarità delle istituzioni democratiche, ma anche accessibilità, ossia facilità di partecipazione. Promuovere la democrazia di prossimità, allora, significa creare spazi che rendano possibile l’iniziativa e la presa di decisioni diretta dei cittadini sulle questioni che li riguardano più da vicino, e in primo luogo sull’amministrazione della città.

Da che cosa nasce l’esigenza di una democrazia di prossimità?
Nei sistemi rappresentativi moderni il ruolo di cittadino rischia di svuotarsi, riducendosi a quello di elettore, tanto che la legittimità delle istituzioni rappresentative viene sempre più spesso contestata. Come ha affermato Pierre Rosanvallon, promuovere una democrazia di prossimità è un modo di rispondere a questa crisi di legittimità. Ma – questo è un punto delicatissimo – non si tratta affatto di privilegiare la politica locale rispetto a quella nazionale. Si tratta invece di creare le condizioni per una partecipazione “stratificata”: più diretta nelle questioni locali, più mediata in quelle nazionali.
Una delle prime riflessioni sul valore della democrazia prossimità si trova nella Democrazia in America (1835). Qui Tocqueville osserva che l’impegno diretto nell’autogoverno su scala locale costituisce un esercizio indispensabile per i cittadini delle democrazie, i quali, soltanto attraverso la pratica possono imparare il valore e i metodi dell’azione collettiva. Per questo facilitare l’iniziativa civica e coltivare la democrazia di prossimità significa educare i cittadini all’azione alla partecipazione democratica a tutti i livelli: “Dal momento in cui gli affari comuni vengono trattati in comune – scrive Tocqueville – ognuno si accorge di non essere così indipendente dai suoli simili, quanto si immaginava prima, e che non può ottenere il loro appoggio, senza prestare loro spesso la propria cooperazione”.

Esistono esperienze concrete di democrazia di prossimità?

In Europa alcune città stanno sperimentando nuove forme partecipazione democratica alla politica municipale. Una delle esperienze più rilevanti di cui parlerò è quella di Parigi, dove il bilancio partecipativo (che permette ai cittadini di decidere direttamente su come impiegare una percentuale dei fondi comunali), è stato introdotto nel 2014.

Gli uomini preferiscono la certezza all’incertezza. Ma l’opzione per la democrazia è precisamente un’opzione per l’incertezza rispetto agli esiti di ogni elezione, di ogni voto.

Albert Hirschman

Testi